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Le Rune; conferenza e presentazione corso.

Le Rune sono lettere di un antico alfabeto giunte fino a noi grazie a numerosi ritrovamenti archeologici in Scandinavia ed altri parti d’Europa. Storicamente anche nel “De Germania” di Tacito troviamo descrizione di questi “misteriosi simboli” incisi ed usati nei rituali di divinazione nelle popolazioni nordiche.
Nell’avvicendarsi dei tempi le Rune hanno attraversato periodi di tracolli e riemersioni: a volte considerate oscure e demonizzate, altre riscoperte come forma oracolare per interrogare il futuro.
Ma le Rune sono molto più di tutto questo. Esse sono simboli energetici profondi e vibranti. Come tali divengono veri e propri Archetipi, simboli dell’inconscio collettivo e della nostra Anima. Ogni aspetto dell’esistenza trova espressione attraverso le Rune, emergendo dalla profondità della nostra psiche e della nostra Anima per donarci una connessione più profonda e consapevole dei cicli della Vita stessa.
Proprio in tal senso nasce questo “viaggio” nella connessione della nostra Anima con le Rune, argomento di questa conferenza, per riscoprirci nel Qui ed Ora. Le Rune, simboli degli Eroi del Nord, che trovano origine nel mito di Odino, oggi ci offrono chiavi di rappresentazione della nostra esistenza. Lo spirito con cui nasce questa conferenza esperenziale è proprio questo: scoprire la vibrazione delle energie runiche come percorso della nostra Anima in evoluzione per giungere ad una più profonda consapevolezza di noi stessi.
Per questo il mio intento è quello di condividere con voi l’importanza di guardare dentro noi al fine di sperimentare il rapporto tra Materia e Spirito. Leggendo dentro noi stessi, le Rune aiutano a far emergere la consapevolezza e diventano una guida spirituale in sintonia con i ritmi naturali ed il nostro libero arbitrio.
Vedremo, quindi, i tre Aett del Futhark (alfabeto runico) come un viaggio dell’Anima.
Concludendo svolgeremo una dolce meditazione guidata di centratura e purificazione delle nostre energie utilizzando la visualizzazione di un simbolo runico. Questa serata è gratuita, ma serve la prenotazione. Per il corso che si terrà nel pomeriggio di venerdì 28/06, sabato 29/06 e tutta la domenica 30 giugno.

Per info, delucidazioni e costi chiamare lo 0549 900828
Grazie
Barbara Flori e Nazzarena

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Il manuale professionale di cosmetologia.

ARCHEOLOGIA ESTETICA

Il manuale inaugura il viaggio del lettore alla scoperta della bellezza attraverso la ricerca del significato della cosmesi nella storia. Se pensiamo che l’uomo primitivo ha iniziato a rappresentare scene della vita quotidiana dipingendola sulle caverne con scopo propiziatorio (per la salute della tribù o la buona riuscita di una battuta di caccia), possiamo valutare quanto fosse importante questa fase di migrazione del grafismo dalla “roccia” alla propria pelle. L’Antico Egitto è un’ottima quanto ampia porta d’entrata in questo mondo, poiché l’atto di decorazione del corpo in quel preciso luogo e in quella precisa fase storica aveva a che fare con la ritualità. I primi cosmetologi furono i sacerdoti incaricati delle funzioni del tempio, i quali erano anche depositari assoluti delle nozioni erboristiche che permettevano la creazione di cosmetici. A quel tempo il cosmetico aveva una funzione spesso preventiva e curativa, poiché sacro e profano si mescolavano: la purificazione era necessaria per svolgere un rituale, ma anche per tenere a bada le epidemie; l’abbellimento era una chiave importante per distinguere le persone che ricoprivano ruoli di potere dal popolo comune. Il libro indaga il rapporto fra società, filosofia e bellezza: i canoni cambiano con il tempo, con la musica e addirittura con il gusto. La prima parte del libro è dedicata, appunto, all’archeologia estetica e a tutto ciò che è stato in grado di attraversare il tempo per arrivare fino a noi, offrendoci testimonianze importanti.

ANTROPOLOGIA ESTETICA

La pelle è una vasta area che mette in connessione il mondo esterno con quello interiore. L’epidermide cambia da persona a persona, da popolazione a popolazione. Quello che noi vediamo come estetica, ossia una pelli di cromie diverse, rappresenta un processo (o forse Il Processo per eccellenza) di adattamento all’ambiente circostante e di resilienza. Con il colore che cambia, cambia anche la resistenza a una certa intensità di raggi UV o lo spessore. La nostra pelle è quindi l’effetto di un massiccio adattamento biologico, ma allo stesso tempo è causa di comportamenti sociali (pensiamo alla cultura asiatica che tende a conservare il pallore della pelle, ritenendolo degno dei ceti più alti, e che per raggiungere questo scopo si fa spesso scudo con un ombrellino parasole).

FILOSOFIA ESTETICA

Platone ha affermato che l’Idea del Bello ha avuto la possibilità di manifestarsi anche nella dimensione del sensibile attraverso la vista, che per gli Antichi Greci era il più elevato dei sensi. Era proprio quella bellezza affiorante che, secondo il filosofo, riusciva a trascendere la differenza fra l’idea e la sua immagine. Per Gadamer «la bellezza può essere anche percepita come il risplendere di qualcosa di ultraterreno, e tuttavia è presente nel visibile»1. Il make-up smette di essere solo un “trucco”, parola quasi infelice per il vissuto ingannevole che porta con sé, e diventa un mezzo espressivo per portare in superficie ciò che solitamente non ha un veicolo al quale appoggiarsi per farsi trasportare. Il cosmetico è un trattamento trascendente, perché pur “aderendo” alla pelle e appagando quell’oggettività reale e tattile, aggiunge alla personalità un pizzico di sicurezza emotiva che talvolta viene a mancare.

LA BIBBIA DELLA BELLEZZA

Il Manuale Professionale di Cosmetica è un trattato indispensabile per chiunque si occupi di estetica a livello professionale o per le persone che vogliono aggiungere spessore alla loro conoscenza cosmetica. Una vera e propria bibbia di bellezza che raccoglie tutta la scienza dell’estetica, ideale anche per la consultazione.

 

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