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L’olio essenziale di bergamotto: dalla pianta al diffusore

Incrocio tra limone e arancio amaro, il Bergamotto deve il suo nome alla città di Bergamo, dove pare sia stata commercializzata l’essenza per la prima volta. La leggenda narra che sia stato Cristoforo Colombo a portarlo a Reggio Calabria dalle Isole Canarie.

 

L’estrazione dell’olio essenziale di bergamotto

 

L’olio essenziale di bergamotto FLORA proviene dalle profumate coltivazioni della zona compresa tra Villa San Giovanni e Gioiosa Ionica, in provincia di Reggio Calabria. Una zona unica per il microclima specifico che la caratterizza: solamente in quest’area, infatti, le piante danno frutti eccezionali. Le coltivazioni sono rigorosamente biologiche, cioè non prevedono l’utilizzo di concimi, diserbanti, insetticidi sintetici, ma solamente di sostanze naturali. Alla difesa delle colture si provvede innanzitutto in via preventiva, selezionando specie resistenti alle malattie e intervenendo con tecniche di coltivazione appropriate. Per ottenere 1 litro di olio essenziale di bergamotto (Citrus bergamia) occorrono circa 400 kg di frutti. L’estrazione avviene per pressione a freddo dell’epicarpo a ridosso del campo, per non alterarne le caratteristiche. Una volta raccolti, i frutti vengono lavati e sbucciati. Subito dopo, le scorze vengono pressate meccanicamente per estrarne il fresco e profumato olio essenziale.

 

Dai frutteti ai laboratori FLORA

Una volta estratto, l’olio essenziale arriva nei laboratori FLORA. Nei laboratori vengono eseguiti i controlli di qualità, per verificarne e garantirne le proprietà. Prima vengono verificate le caratteristiche organolettiche, come l’aroma e la colorazione del prodotto. Quindi vengono effettuate analisi a campione per controllare che non ci siano pesticidi o fitofarmaci. Se il controllo di qualità risulta positivo, l’olio essenziale è pronto per essere inflaconato, poiché rispetta standard estremamente stringenti. Una macchina estrae l’olio essenziale dai fusti, lo inserisce negli appositi flaconi da 5 o 10 ml e applica il tappo. Infine, l’etichettatrice applica l’etichetta sul flacone. L’etichetta riporta il nome botanico, il metodo di estrazione, le modalità di utilizzo e di conservazione, le specifiche di qualità, i componenti aromatici dell’olio, chemotipo, il luogo di origine.

 

Bergamotto: olio essenziale della vitalità

L’olio essenziale di bergamotto ha un colore giallo-verde dal profumo aromatico fresco, vivace e aspro. È un olio vitale, che incentiva la fiducia in se stessi, stimola il buonumore e la voglia di fare. E’una nota di Testa e gli elementi che la caratterizzano sono l’Aria e il Fuoco. Il pianeta di riferimento è Mercurio e il segno zodiacale sono i Gemelli. Si miscela bene con olio essenziale di neroli (Citrus aurantium var. amara), ylang ylang (Cananga odorata), rosa (Rosa damascena), cedro (Cedrus atlantica), vetiver bourbon(Vetiveria zizanoides), geranio (Pelargonium graveolens), lavanda vera (Lavandula officinalis), achillea (Achillea millefolium) e con gli altri agrumi.

 

Spray energizzante al bergamotto: serenità e positività

Un consiglio di utilizzo? Nel diffusore naturalmente! Per rendere frizzante e positiva la giornata puoi versare dalle 5 alle 7 gocce di olio essenziale di bergamotto all’interno del diffusore ed apprezzarne il piacevole aroma.

Puoi in alternativa preparare uno spray ambiente da utilizzare in casa o in ufficio. Versa in un contenitore da 50 ml con erogatore spray 5 ml di vodka e 4 gocce di olio essenziale di bergamotto. Miscela adeguatamente, e infine aggiungi 50 ml di acqua minerale naturale.

Ricorda di utilizzare prodotti completamente naturali e oli essenziali 100% puri, naturali e totali. Gli oli essenziali FLORA sono 100% puri, naturali e totali, e provengono in gran parte da agricoltura biologica o biodinamica controllata. Li trovi facilmente sul nostro sito e nel nostro negozio.

 

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Alle origini dei profumi.

Il termine “profumo” deriva dal latino per fumum che significa letteralmente “attraverso il fumo”. L’origine etimologica della parola è da ricercare nell’utilizzo di spezie, idrolati e oli essenziali, come incensorosmarinomirto, che venivano bruciati in offerta a Dei e antenati.

Nell’antichità il profumo svolgeva una funzione sacra, di collegamento tra il mondo terreno degli uomini e quello spirituale e esoterico degli Dei. Gli antichi Greci gli attribuirono anche una funzione di “vitalità” in quanto alcune fragranze venivano utilizzate per infondere forza e fiducia negli atleti. Nell’Ottocento l’idea del profumo veniva associata all’aristocrazia e da sempre ha svolto funzioni legate alla seduzione, al piacere e alla rievocazione di emozioni e sentimenti.  L’aromaterapia ha attribuito al profumo ottenuto con sostanze naturali funzioni benefiche e curative per anima e corpo.

 

L’Eau de Hongrie, il primo profumo moderno della storia

Nel X secolo il celebre medico arabo Avicenna scopre come distillare l’Acqua di rose dai petali della rosa centifolia, in una soluzione non alcolica in quanto questa sostanza era proibita dal Corano. Il primo profumo moderno in soluzione alcolica risale al 1370: in Ungheria un monaco esperto in chimica crea il famoso “Eau de Hongrie”, un estratto di rosmarinotimo e lavanda.

Durante il Rinascimento si assiste ad un ulteriore sviluppo della profumeria dove la chimica migliora la qualità della distillazione e delle essenze. Risaltano tra i grandi profumieri di questo periodo gli Spagnoli, che avevano ereditato l’arte della profumeria scientifica dagli arabi, e gli Italiani che avevano saputo sfruttare le infinite risorse naturali che la penisola offriva.

Nel 1600 nasce la prima Acqua di Colonia. Si contendono il merito due italiani: Gian Paolo Feminis con la cosiddetta “Acqua Mirabilis” e Giovanni Maria Farina con una fragranza composta da trenta essenze diverse tra cui: limonecedroaranciapompelmolavandatimo e rosmarino.

 

I grandi profumieri di Ottocento e Novecento

A fine Ottocento Louis Pasteur, padre della microbiologia, scopre l’esistenza dei batteri. Questa scoperta segna una vera e propria rivoluzione nel campo dell’igiene personale, che si traduce in una ricerca e necessità di occultare i cattivi odori e essere sempre profumati. Nel 1778 a Milano nasce la “Casa di Profumo, Saponi e articoli per toletta” di Angelo Migone & C. che produce e commercializza profumi, fragranze e prodotti per la cura della persona.

L’abolizione degli editti corporativi e la liberazione del commercio del XIX secolo segnano una tappa fondamentale nella produzione del profumo. Nel 1882 Pierre Francois Pascal Guerlain apre la sua prima maison di profumeria a Parigi, segnando così l’inizio dell’epoca Guerlain. Il suo negozio offre e vende a una vasta clientela: profumi, eau de toilette, saponi, preparazioni termali, aceti aromatici, creme e pomate.

Friedrich Wohler nel 1828 scopre come sintetizzare l’urea, dando vita alla chimica organica, contributo fondamentale per l’evoluzione nella produzione dei profumi grazie all’utilizzo degli aldeidi. Eugenie Rimmel, nel 1865, divide gli aromi in 18 gruppi con lo scopo di rendere più semplice la classificazione degli aromi, coniando il concetto di sottofamiglia e dividendo i profumi in base alla loro persistenza e nota dominante.

Infine nel 1960 Steffen Arctander realizzò una più complessa e dettagliata classificazione dei profumi che comprende 88 gruppi, all’interno dei quali le materie aromatiche naturali sono divise secondo l’odore, il tipo e il possibile uso.

Ringraziamo Flora PISA

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I luoghi migliori per accogliere la primavera

Forse una delle fioriture più famose è quella dei ciliegi in Giappone. Nel Paese del Sol Levante infatti ogni anno sbocciano migliaia di boccioli di ciliegio e le persone approfittano del bel tempo per preparare dei picnic in prati e campi, ai piedi di questi meravigliosi alberi.

Questa tradizione è stata chiamata hanami, è uno dei momenti più importanti della vita culturale giapponese e ricorre tra la fine di marzo e l’inizio di aprile. La leggenda vuole che, intorno al VII secolo a.C., un sacerdote chiamato Enno Ozuno piantò primi ciliegi giapponesi e lanciò una maledizione su chiunque osasse sradicarli. Secondo altre fonti invece, la divinità Konohana Sakuyahime apparve per la prima volta sulla terra incarnata in un ciliegio.

Qualunque sia l’origine di questa bella tradizione, da secoli ormai i giapponesi si riuniscono sotto i ciliegi in fiore per offrire le loro suppliche agli dèi, pregando per raccolti più abbondanti.

Ma il Giappone non è certo l’unico posto dove poter ammirare belle fioriture: esistono luoghi in tutto il mondo dove poter contemplare questo meraviglioso fenomeno. Molto famose, per esempio, sono le fioriture dei peschi di Cieza o di Aitona, due località spagnole, così come quella dei ciliegi della Valle del Jerte, sempre in Spagna. In Italia è molto conosciuta la fioritura che si può ammirare nel Castello di Pralormo, a Torino, dove tulipanigiacintinarcisi e altre piante a bulbo sbocciano tra mille aromi e colori tra aprile e maggio.

La tradizione di celebrare la fioritura primaverile si estende a varie parti del mondo: sempre in Italia, infatti, dal 24 al 28 marzo si celebra un vero e proprio Festival della primavera nelle isole Borromee (vicino al Lago Maggiore): tulipani, azalee, lillà, glicini ed altri stupendi fiori adornano l’ambiente e lo profumano con delicati aromi.

Certo, sarebbe stupendo poter partire per questi luoghi magici e vedere di persona questi spettacoli della natura, ma non dobbiamo dimenticare che anche vicino a noi esistono parchigiardini e perfino balconi e terrazze che in primavera si riempiono di fiori. Basta aprire gli occhi e lasciarsi ammaliare.

Ringraziamo Santiveri.

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