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Quarzi Maestri

Nel meraviglioso mondo dei Cristalli e della loro speciale luce esiste un gruppo di quarzi con delle proprietà
ancora più particolari, che non a caso vengono riconosciuti come Quarzi Maestri.
In letteratura sono rintracciabili diverse modalità di classificarli e differenti maestranze riscontrabili: come
sempre in questi casi non ce n’è una più giusta delle altre e si tratta semplicemente di sentire quale entra
meglio in risonanza con noi. Nell’insegnamento che ho ricevuto e che ho fatto mio, sono previste 12
maestranze per questi cristalli speciali, alle quali recentemente ho aggiunto la tredicesima a seguito di un
incontro fulminante con quello che a pieno titolo ho riconosciuto come maestrA.
Il numero delle maestranze ha già in sé parte del loro significato. Dodici è un denominatore comune a tutti i
numeri che sulla Terra misurano il Tempo: sono 12 i mesi dell’anno, due cicli da 12 ore formano le 24 ore
che il Sole impiega nel suo moto apparente intorno alla Terra, i minuti in un’ora e i secondi in un minuto
sono cinque volte 12, ovvero 60. In questo senso i quarzi maestri sono doni per questa dimensione e
ricordano quali doni ci siano stati fatti e di quali maestranze siamo portatori in quanto Anime Incarnate e la
responsabilità di realizzarli nel rispetto dello Spazio e del Tempo che regolano la vita sulla Terra. Essere
Anime che hanno scelto di Incarnarsi ha una doppia valenza che è essenziale ri-cor-dare sempre: non siamo
il nostro corpo, ma abbiamo scelto di vivere l’esperienza sulla Terra, per cui dobbiamo vivere nel rispetto di
esso e delle regole a cui è assoggettato. Dal mondo minerale arriva un grande promemoria di questa nostra
natura, con i quarzi maestri. Anche l’ultimo aggiunto alla famiglia ha nella sua posizione di arrivo parte del
suo significato: è il tredicesimo maestro. Se il numero dodici rappresenta il tempo misurato in base al moto
della Terra intorno al Sole, archetipo del maschile, tredici sono il numero di cicli lunari in un anno, ovvero il
tempo femminile. Il tredicesimo maestro rappresenta l’essenza del femminile, è chiamato infatti Grande
Madre, a ricordarci la matrice cristallina da cui proveniamo.
Non tutti i cristalli e non tutti i quarzi possono essere maestri, ma solo i quarzi ialini, fumè, citrini, morioni,
ematoidi e ametista. A seconda del tipo di cristallo, sarà diverso il nodo da sciogliere per trasformarlo nel
dono della o delle maestranze di cui è portatore. Ogni cristallo può essere portatore di una o più delle
tredici caratteristiche che elenco di seguito ad eccezione delle ultime due che si manifestano come uniche:
1. Quarzo Generatore: ci ricorda la responsabilità di essere dei punti di Luce;
2. Quarzo Iside: ci aiuta a rinascere dalle proprie ceneri;
3. Quarzo Canalizzatore: ci mette in contatto con i messaggi dall’Universo;
4. Quarzo Trasmettitore: ci spinge a diffondere ciò che sappiamo;
5. Quarzo Gemello Tantrico: equilibratore degli opposti;
6. Quarzo Dow: sintesi perfetta di canalizzatore e trasmettitore;
7. Quarzo Time Link: per viaggiare nel tempo;
8. Quarzo Finestra: per fare entrare nuova luce;
9. Quarzo Tempio Devico: per avvertire la presenza di angeli e spiriti di Natura;
10. Quarzo Famiglia: per vivere le differenze nei gruppi con tolleranza;
11. Quarzo Cattedrale: per vivere ogni aspetto della nostra vita come sacro;
12. Quarzo Elestiale: il quarzo che spolpa e lascia sola la struttura essenziale, via il superfluo;
13. Quarzo Grande Madre: per ritrovare la matrice cristallina che ci ha generato.
Ciò che fisicamente li rende riconoscibili sono delle caratteristiche legate alla forma naturale in cui la pietra
ha cristallizzato, come, ad esempio, il numero di lati della faccia principale della punta o l’inclusione di
acqua al suo interno. Per classificarli correttamente è necessario conoscere queste caratteristiche fisiche,
ma la conferma in ultimo avviene sempre utilizzando il proprio sentire e chiedendo al quarzo la propria
identità, che sarà unica per ogni esemplare.

Al Quarzo Rosa sono presenti diversi Quarzi Maestri selezionati con amore da Nazzarena e classificati da me
tramite lo studio fisico delle pietre, la connessione energetica con esse e, in ultimo, la conferma tramite
pendolo.
Alle maestranze elencate si aggiungono delle caratteristiche che possono essere rilevabili e che lavorano a
sostegno della maestranza che sono: fantasma, lucchetto e lemuriano.
L’incontro con i quarzi maestri è ciò che più li differenzia dagli altri esseri del mondo minerale. Essi infatti
sono difficilmente acquistabili decidendo a priori di quale maestranza necessiteremmo; il quarzo maestro
arriva in autonomia quando ne abbiamo più bisogno; entrando in un negozio di cristalli saremmo attratti da
quello sicuramente giusto per noi in quel momento (provare per credere!). La loro velocità di
comunicazione è un’altra peculiarità: appoggiandone uno sul cuore o sul terzo occhio e rimanendo in
ascolto, il messaggio arriverà in breve tempo e sarà conciso e diretto. In questo senso è molto significativa
la metafora che il mio insegnante di Cristallopratica utilizza per introdurli: se paragoniamo i cristalli agli
angeli, ovvero a dei messaggeri che ci indicano una via da percorrere, i quarzi maestri sono arcangeli, che
arrivano velocemente e ci spingono verso una via rendendoci responsabili della scelta di vivere nel Bene.
Per chi volesse approfondire questo argomento la cosa più semplice da fare è provare!
Durante uno dei trattamenti che propongo con cadenza quindicinale al Quarzo Rosa è possibile entrare in
contatto con uno di questi esseri luminosi e in negozio (o sul sito) ne troverete una vasta selezione.
Claudio

(Commenting: OFF)

Il Noce.

Il Noce (Juglans regia L.) è ritenuto uno dei più antichi alberi da frutto noti all’uomo, coltivato già nell’Età della Pietra (dal 9000 a.C. circa). Originario dell’Asia centro-orientale è oramai pianta cosmopolita, presente negli ambienti temperati di tutto il mondo, anche nell’Emisfero australe. In Italia è stato introdotto dagli antichi Greci intorno al IV secolo a.C. per i suoi frutti eduli, diffondendosi poi in tutta Europa con l’espandersi dell’Impero Romano, poiché considerato albero di grande valore, dal punto di vista sia economico-alimentare sia religioso.
Il termine Juglans deriva dalla contrazione dei due vocaboli latini Jovis e glans, ovvero ghianda di Giove. L’attributo specifico proviene dall’aggettivo latino regius-a-um (reale), per la prelibatezza dei frutti e la loro superiorità rispetto a quelli di altre specie.

La parte edibile del frutto, il gheriglio, comunemente chiamato noce, è usata nell’alimentazione umana fin dall’antichità, essendo apprezzata per le sue proprietà nutrizionali e di promozione della salute. Le noci sono infatti ricche di nutrienti grazie all’elevato contenuto di grassiproteinevitamine e minerali. Rappresentano anche una buona fonte di flavonoidisterolipectineacidi fenolici e polifenoli correlati. I contenuti nutrizionali differiscono da una cultivar all’altra, a seconda di genotipo, coltivatore, ecologia differente e terreno diverso. La noce contiene inoltre tutti gli amminoacidi essenziali richiesti per il fabbisogno di un essere umano adulto e presenta una composizione minerale ricca in particolare calciofosforopotassio e magnesio, elementi che giocano un ruolo importante come cofattori per molti enzimi.

La forma della noce assomiglia al cervello umano con emisfero destro e sinistro, cervello superiore e cervelletto inferiore; le pieghe sulla noce ricordano la corteccia cerebrale. Secondo la dottrina delle segnature, che ha visto in Paracelso uno dei suoi principali fautori, le noci sarebbero utili proprio per la salute del cervello. Sebbene questa visione, secondo la quale Dio abbia marcato qualsiasi cosa nel cosmo con un segno o una firma (segnatura) per renderne riconoscibile il potenziale di applicazione all’Uomo, possa ai più apparire alquanto eccentrica, in realtà essa trova conferma in numerosi ed attualissimi riscontri in letteratura medica. La noce contiene infatti numerosi composti neuroprotettivi come vitamina Eacido folicomelatoninaflavonoidiacido ellagicoacido ferulico e una quantità significativa di acido alfa-linolenico, acido grasso essenziale precursore di EPA e DHA. Nella medicina popolare di diverse culture, le foglie di Juglans regia vengono da sempre utilizzate, principalmente come decotto, per curare svariate malattie, tra le quali malaria,dolore reumatico,insufficienza venosa, infiammazioni orofaringee, forfora,diarrea, ipoglicemia, tubercolosi cutanea e blefarite marginale. Ulteriori effetti del decotto delle foglie sono descritti come antibatterici,antiviraliastringentiantielminticiregolatori della sudorazione ,cheratolitici sedativi. Le foglie sono inoltre tradizionalmente usate come rimedio domestico comune per il trattamento di eczemi cronici e localmente per trattare prurito del cuoio capelluto e forfora, scottature solari e ustioni superficiali, oltre a essere un ottimo emolliente nei problemi della pelle.
L’uso tradizionale dell’estratto di foglie di Juglans regia è stato confermato dalla moderna farmacologia attraverso numerosi studi; è infatti ben documentata la sua validità per i seguenti utilizzi:
– come agente antimicrobico contro i batteri responsabili delle infezioni del tratto gastrointestinale e respiratorio umano,
– come antiossidante ed epatoprotettore in grado di contrastare il danno epatocellulare indotto da diversi agenti tossici
– per l’azione antidiabetica, grazie all’organotropismo nei confronti del pancreas. L’estratto di foglie di noce si è dimostrato in grado di ridurre i livelli di glicemia e di HAB1c in soggetti diabetici, nei quali esercita anche una regolazione del profilo lipidico ed un’azione di protezione nei confronti della retinopatia diabetica.
principi attivi contenuti nelle foglie di noce sono molti e vari e rendono ragione di queste attività documentate in letteratura. Tra di essi troviamo infatti naftochinoni, come lo juglone, presente anche nel mallo, con comprovata azione antibatterica, antifungina e contro i parassiti intestinali, nonché antivirale, soprattutto nei confronti dell’Herpes virus. Inoltre, numerosi studi ne hanno dimostrato sia la potenziale attività antitumorale in vari modelli tumorali in vitro sia la significativa attività citotossica contro varie linee cellulari tumorali in vitro. L’attività citotossica dello juglone è principalmente attribuita all’induzione di specie reattive dell’ossigeno con conseguente omeostasi redox alterata nella cellula che causa la morte cellulare per apoptosi e necrosi. Inoltre, si ritiene che lo juglone inibisca l’enzima Pin1 (peptidil-prolil isomerasi), che si sa essere sovraespresso in molti tipi di cancro e che è stato ipotizzato come bersaglio di chemioterapici. Tra gli altri componenti troviamo tannini con un’azione marcatamente antibattericaoleoresine con azione antinfiammatoriaflavonoidi come la quercetina con azione antiossidante e di protezione delle mucosecomposti fenolici con proprietà ipocolesterolemizzanti ed antiossidanti, polisaccaridi attivi sul sistema immunitario, minerali, vitamina C e carotenoidi.
Tra i composti fenolici alcune molecole meritano particolare attenzione. L’acido caffeico e l’acido ferulicohanno dimostrato azione di inibizione della formazione di beta-amiloide, riduzione dello stress ossidativo e della risposta infiammatoria (accentuati nella malattia di Alzheimer)[51],[52]. L’acido ellagico e l’acido gallico svolgono un ruolo importante nell’alimentazione umana grazie alle loro innumerevoli proprietà biologiche, tra cui quelle antibattericheantiossidanti, antiepatotossiche, antiaterosclerotiche, antinfiammatorie, osteoblastiche e anti-HIV[. Negli ultimi anni inoltre l’acido ellagico ha destato interesse per via dell’attività anti-mutagena e anti-cancerogena; si è dimostrato in grado di ridurre la probabilità di comparsa e progressione di varie forme di cancro, di inibire la formazione degli addotti del DNA e potenziare l’azione degli enzimi che legano le sostanze cancerogene a molecole che ne favoriscono l’escrezione.

Infine, un aspetto estremamente interessante è quello relativo all’impatto di queste molecole sul microbiota intestinale. È stato infatti dimostrato che sia la noce sia acido gallico ed acido ellagico influenzano il microbioma intestinale, con conseguente promozione della salute mediante l’attivazione dell’escrezione degli acidi grassi a corta catena (Short Chain Fatty Acids) e della funzione immunitaria intestinale. Il microbiota intestinale è un fattore chiave nel mediare le funzioni fisiologiche dei polifenoli alimentari, i quali inibiscono selettivamente la crescita dei patogeni e stimolano la crescita di batteri commensali, agendo probabilmente come prebiotici ed influenzando così la composizione del microbiota[59],[60],[61].
Pertanto, data la ricchezza in principi attivi del fitocomplesso di foglie di Juglans regia, è ragionevole ritenere che gli effetti benefici siano basati su interazioni sinergiche, additive o antagoniste di molti composti presenti nella pianta. A conferma di ciò, i dati attualmente disponibili suggeriscono che gli estratti di Juglans regia possono mostrare effetti maggiori di un singolo costituente, implicando che combinazioni di costituenti del fitocomplesso possano essere molto importanti nell’attività biologica finale.

L’estratto di foglie di Noce può dunque essere consigliato come terapia “di terreno” per promuovere la salute intestinale, nella gestione del diabete di tipo 2 e per ridurne il rischio, per favorire un invecchiamento in salute e supportare una buona funzionalità cerebrale, per l’azione di prevenzione antitumorale.

Utili associazioni sono con:
• Mirtillo e Zenzero per l’attività antimicrobica e astringente a livello intestinale, soprattutto nelle forme di diarrea causata da modificazioni del microbiota intestinale
• PropoliZuccaArtemisiaGarofano e Mirra per una completa bonifica intestinale
• Finocchio e Mastice di Chios nelle forme di infiammazione gastrointestinale acuta o cronica associata a disbiosi, per l’attività riequilibrante del microbiota intestinale e antifermentativa
• Boswellia per le problematiche dismetaboliche, l’azione neuroprotettiva e la prevenzione antitumorale.

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Le Rune; conferenza e presentazione corso.

Le Rune sono lettere di un antico alfabeto giunte fino a noi grazie a numerosi ritrovamenti archeologici in Scandinavia ed altri parti d’Europa. Storicamente anche nel “De Germania” di Tacito troviamo descrizione di questi “misteriosi simboli” incisi ed usati nei rituali di divinazione nelle popolazioni nordiche.
Nell’avvicendarsi dei tempi le Rune hanno attraversato periodi di tracolli e riemersioni: a volte considerate oscure e demonizzate, altre riscoperte come forma oracolare per interrogare il futuro.
Ma le Rune sono molto più di tutto questo. Esse sono simboli energetici profondi e vibranti. Come tali divengono veri e propri Archetipi, simboli dell’inconscio collettivo e della nostra Anima. Ogni aspetto dell’esistenza trova espressione attraverso le Rune, emergendo dalla profondità della nostra psiche e della nostra Anima per donarci una connessione più profonda e consapevole dei cicli della Vita stessa.
Proprio in tal senso nasce questo “viaggio” nella connessione della nostra Anima con le Rune, argomento di questa conferenza, per riscoprirci nel Qui ed Ora. Le Rune, simboli degli Eroi del Nord, che trovano origine nel mito di Odino, oggi ci offrono chiavi di rappresentazione della nostra esistenza. Lo spirito con cui nasce questa conferenza esperenziale è proprio questo: scoprire la vibrazione delle energie runiche come percorso della nostra Anima in evoluzione per giungere ad una più profonda consapevolezza di noi stessi.
Per questo il mio intento è quello di condividere con voi l’importanza di guardare dentro noi al fine di sperimentare il rapporto tra Materia e Spirito. Leggendo dentro noi stessi, le Rune aiutano a far emergere la consapevolezza e diventano una guida spirituale in sintonia con i ritmi naturali ed il nostro libero arbitrio.
Vedremo, quindi, i tre Aett del Futhark (alfabeto runico) come un viaggio dell’Anima.
Concludendo svolgeremo una dolce meditazione guidata di centratura e purificazione delle nostre energie utilizzando la visualizzazione di un simbolo runico. Questa serata è gratuita, ma serve la prenotazione. Per il corso che si terrà nel pomeriggio di venerdì 28/06, sabato 29/06 e tutta la domenica 30 giugno.

Per info, delucidazioni e costi chiamare lo 0549 900828
Grazie
Barbara Flori e Nazzarena

(Commenting: OFF)
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