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REALTÀ: SUBIRLA O CREARLA?

REALTÀ: SUBIRLA O CREARLA?

Intercorre una sottile ma sostanziale differenza fra il postulato della fisica classica e quello della fisica quantistica: in base al primo esiste a priori una realtà già determinata e si trasmette ciò che si riceve, dunque, ci si sente legittimati a prendersela con l’esterno qualora da questo si ritenga di avere subito un torto. In base al secondo non esiste a priori alcuna realtà già determinata e si riceve ciò che si trasmette, attirando per il principio del moto per risonanza ciò di cui si vibra. In quest’ultimo caso, non è più sensato né configurabile il ruolo di vittima bensì quello di creatore della propria realtà, che piaccia o meno. In riferimento alla fisica classica si parla di destino, in riferimento alla fisica quantistica diviene lecito parlare di infinite possibilità da sperimentare. Da quest’ultima prospettiva, quella che viene definita realtà non è mai conoscibile a priori, ognuno di noi può semplicemente osservarla e, nell’atto stesso di osservarla, la determina e crea. Ogni osservatore, nell’atto stesso di osservare, non può non essere influenzato dalle proprie credenze, convinzioni, convenzioni e programmi – memorie (fra cui vanno annoverate quelle di “fedeltà o lealtà familiare invisibile”) che fungono da pilota automatico nella direzione dell’osservazione stessa della realtà. Cosa implica questo? Che il più delle volte si crea a livello per l’appunto automatico una realtà che non piace o una realtà di sofferenza finendo per imputare all’esterno la responsabilità di quella creazione, che è solo opera, seppur inconsapevole, dell’osservatore stesso. Uno dei corollari di questo meccanismo è il continuare a darsi risposte evitando di farsi domande funzionali finendo puntualmente per autoingannarsi in merito alla responsabilità della creazione di quella realtà. A ben vedere questo processo, se perseverato e non interrotto da un’osservazione consapevole, è condannato a trasformarsi in un circuito vizioso con tutto il corredo di disarmonie, dolore, sofferenza e contrazione che inevitabilmente ne consegue. Esiste tanto potenziale per scoprire come spostare la nostra coscienza e realtà, di cui sappiamo ancora poco o nulla. Basti osservare il modo in cui a volte ci si blocca in una realtà piatta e sterile con poche possibilità all’orizzonte. Abbiamo davvero la possibilità di operare un grande cambiamento nella coscienza – di cambiare completamente e consapevolmente la nostra realtà ed il nostro modo di vivere. I nostri orizzonti si espandono progressivamente e si iniziano ad intravedere opportunità che prima non avremmo né individuato né preso in considerazione. Ricarichiamo la nostra energia e cominciamo veramente a fare cose che prima non avremmo neppure immaginato possibili. In tutto questo consiste il cosiddetto salto quantico o quantum jumping verso un’altra versione del nostro sé.

“Cosa provocherebbe e determinerebbe un simile cambiamento?

Cosa ci trattiene dal farlo?

Cosa ci farebbe operare il salto?

Come possiamo fare a piegare e cambiare la nostra realtà?”

Queste sono domande funzionali che dovremmo costantemente continuare a porci.

Continuiamo dunque a parlare di infinite possibilità di vita da sperimentare concretamente nel nostro quotidiano e, come si suol dire, diamoci la possibilità di riscoprire la nostra Vera Essenza … o, forse, altre versioni di noi stessi.

Giuliano Santucci