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Realtà: subirla o crearla?

“REALTÀ: SUBIRLA O CREARLA?

Intercorre una sottile ma sostanziale differenza fra il postulato della fisica classica e quello della fisica quantistica: in base al primo esiste a priori una realtà già determinata e si trasmette ciò che si riceve, dunque, ci si sente legittimati a prendersela con l’esterno qualora da questo si ritenga di avere subito un torto.

In base al secondo non esiste a priori alcuna realtà già determinata e si riceve ciò che si trasmette, attirando per il principio del moto per risonanza ciò di cui si vibra. In quest’ultimo caso, non è più sensato né configurabile il ruolo di vittima bensì quello di creatore della propria realtà, che piaccia o meno.

In riferimento alla fisica classica si parla di destino, in riferimento alla fisica quantistica diviene lecito parlare di infinite possibilità da sperimentare.

Ad ogni essere umano è da sempre riservata la scelta e la relativa responsabilità di sintonizzarsi sulla frequenza d’onda dell’una, e sentirsi vittima, o dell’altra, e sentirsi creatore.”

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