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Il Noce.

Il Noce.

Il Noce (Juglans regia L.) è ritenuto uno dei più antichi alberi da frutto noti all’uomo, coltivato già nell’Età della Pietra (dal 9000 a.C. circa). Originario dell’Asia centro-orientale è oramai pianta cosmopolita, presente negli ambienti temperati di tutto il mondo, anche nell’Emisfero australe. In Italia è stato introdotto dagli antichi Greci intorno al IV secolo a.C. per i suoi frutti eduli, diffondendosi poi in tutta Europa con l’espandersi dell’Impero Romano, poiché considerato albero di grande valore, dal punto di vista sia economico-alimentare sia religioso.
Il termine Juglans deriva dalla contrazione dei due vocaboli latini Jovis e glans, ovvero ghianda di Giove. L’attributo specifico proviene dall’aggettivo latino regius-a-um (reale), per la prelibatezza dei frutti e la loro superiorità rispetto a quelli di altre specie.

La parte edibile del frutto, il gheriglio, comunemente chiamato noce, è usata nell’alimentazione umana fin dall’antichità, essendo apprezzata per le sue proprietà nutrizionali e di promozione della salute. Le noci sono infatti ricche di nutrienti grazie all’elevato contenuto di grassiproteinevitamine e minerali. Rappresentano anche una buona fonte di flavonoidisterolipectineacidi fenolici e polifenoli correlati. I contenuti nutrizionali differiscono da una cultivar all’altra, a seconda di genotipo, coltivatore, ecologia differente e terreno diverso. La noce contiene inoltre tutti gli amminoacidi essenziali richiesti per il fabbisogno di un essere umano adulto e presenta una composizione minerale ricca in particolare calciofosforopotassio e magnesio, elementi che giocano un ruolo importante come cofattori per molti enzimi.

La forma della noce assomiglia al cervello umano con emisfero destro e sinistro, cervello superiore e cervelletto inferiore; le pieghe sulla noce ricordano la corteccia cerebrale. Secondo la dottrina delle segnature, che ha visto in Paracelso uno dei suoi principali fautori, le noci sarebbero utili proprio per la salute del cervello. Sebbene questa visione, secondo la quale Dio abbia marcato qualsiasi cosa nel cosmo con un segno o una firma (segnatura) per renderne riconoscibile il potenziale di applicazione all’Uomo, possa ai più apparire alquanto eccentrica, in realtà essa trova conferma in numerosi ed attualissimi riscontri in letteratura medica. La noce contiene infatti numerosi composti neuroprotettivi come vitamina Eacido folicomelatoninaflavonoidiacido ellagicoacido ferulico e una quantità significativa di acido alfa-linolenico, acido grasso essenziale precursore di EPA e DHA. Nella medicina popolare di diverse culture, le foglie di Juglans regia vengono da sempre utilizzate, principalmente come decotto, per curare svariate malattie, tra le quali malaria,dolore reumatico,insufficienza venosa, infiammazioni orofaringee, forfora,diarrea, ipoglicemia, tubercolosi cutanea e blefarite marginale. Ulteriori effetti del decotto delle foglie sono descritti come antibatterici,antiviraliastringentiantielminticiregolatori della sudorazione ,cheratolitici sedativi. Le foglie sono inoltre tradizionalmente usate come rimedio domestico comune per il trattamento di eczemi cronici e localmente per trattare prurito del cuoio capelluto e forfora, scottature solari e ustioni superficiali, oltre a essere un ottimo emolliente nei problemi della pelle.
L’uso tradizionale dell’estratto di foglie di Juglans regia è stato confermato dalla moderna farmacologia attraverso numerosi studi; è infatti ben documentata la sua validità per i seguenti utilizzi:
– come agente antimicrobico contro i batteri responsabili delle infezioni del tratto gastrointestinale e respiratorio umano,
– come antiossidante ed epatoprotettore in grado di contrastare il danno epatocellulare indotto da diversi agenti tossici
– per l’azione antidiabetica, grazie all’organotropismo nei confronti del pancreas. L’estratto di foglie di noce si è dimostrato in grado di ridurre i livelli di glicemia e di HAB1c in soggetti diabetici, nei quali esercita anche una regolazione del profilo lipidico ed un’azione di protezione nei confronti della retinopatia diabetica.
principi attivi contenuti nelle foglie di noce sono molti e vari e rendono ragione di queste attività documentate in letteratura. Tra di essi troviamo infatti naftochinoni, come lo juglone, presente anche nel mallo, con comprovata azione antibatterica, antifungina e contro i parassiti intestinali, nonché antivirale, soprattutto nei confronti dell’Herpes virus. Inoltre, numerosi studi ne hanno dimostrato sia la potenziale attività antitumorale in vari modelli tumorali in vitro sia la significativa attività citotossica contro varie linee cellulari tumorali in vitro. L’attività citotossica dello juglone è principalmente attribuita all’induzione di specie reattive dell’ossigeno con conseguente omeostasi redox alterata nella cellula che causa la morte cellulare per apoptosi e necrosi. Inoltre, si ritiene che lo juglone inibisca l’enzima Pin1 (peptidil-prolil isomerasi), che si sa essere sovraespresso in molti tipi di cancro e che è stato ipotizzato come bersaglio di chemioterapici. Tra gli altri componenti troviamo tannini con un’azione marcatamente antibattericaoleoresine con azione antinfiammatoriaflavonoidi come la quercetina con azione antiossidante e di protezione delle mucosecomposti fenolici con proprietà ipocolesterolemizzanti ed antiossidanti, polisaccaridi attivi sul sistema immunitario, minerali, vitamina C e carotenoidi.
Tra i composti fenolici alcune molecole meritano particolare attenzione. L’acido caffeico e l’acido ferulicohanno dimostrato azione di inibizione della formazione di beta-amiloide, riduzione dello stress ossidativo e della risposta infiammatoria (accentuati nella malattia di Alzheimer)[51],[52]. L’acido ellagico e l’acido gallico svolgono un ruolo importante nell’alimentazione umana grazie alle loro innumerevoli proprietà biologiche, tra cui quelle antibattericheantiossidanti, antiepatotossiche, antiaterosclerotiche, antinfiammatorie, osteoblastiche e anti-HIV[. Negli ultimi anni inoltre l’acido ellagico ha destato interesse per via dell’attività anti-mutagena e anti-cancerogena; si è dimostrato in grado di ridurre la probabilità di comparsa e progressione di varie forme di cancro, di inibire la formazione degli addotti del DNA e potenziare l’azione degli enzimi che legano le sostanze cancerogene a molecole che ne favoriscono l’escrezione.

Infine, un aspetto estremamente interessante è quello relativo all’impatto di queste molecole sul microbiota intestinale. È stato infatti dimostrato che sia la noce sia acido gallico ed acido ellagico influenzano il microbioma intestinale, con conseguente promozione della salute mediante l’attivazione dell’escrezione degli acidi grassi a corta catena (Short Chain Fatty Acids) e della funzione immunitaria intestinale. Il microbiota intestinale è un fattore chiave nel mediare le funzioni fisiologiche dei polifenoli alimentari, i quali inibiscono selettivamente la crescita dei patogeni e stimolano la crescita di batteri commensali, agendo probabilmente come prebiotici ed influenzando così la composizione del microbiota[59],[60],[61].
Pertanto, data la ricchezza in principi attivi del fitocomplesso di foglie di Juglans regia, è ragionevole ritenere che gli effetti benefici siano basati su interazioni sinergiche, additive o antagoniste di molti composti presenti nella pianta. A conferma di ciò, i dati attualmente disponibili suggeriscono che gli estratti di Juglans regia possono mostrare effetti maggiori di un singolo costituente, implicando che combinazioni di costituenti del fitocomplesso possano essere molto importanti nell’attività biologica finale.

L’estratto di foglie di Noce può dunque essere consigliato come terapia “di terreno” per promuovere la salute intestinale, nella gestione del diabete di tipo 2 e per ridurne il rischio, per favorire un invecchiamento in salute e supportare una buona funzionalità cerebrale, per l’azione di prevenzione antitumorale.

Utili associazioni sono con:
• Mirtillo e Zenzero per l’attività antimicrobica e astringente a livello intestinale, soprattutto nelle forme di diarrea causata da modificazioni del microbiota intestinale
• PropoliZuccaArtemisiaGarofano e Mirra per una completa bonifica intestinale
• Finocchio e Mastice di Chios nelle forme di infiammazione gastrointestinale acuta o cronica associata a disbiosi, per l’attività riequilibrante del microbiota intestinale e antifermentativa
• Boswellia per le problematiche dismetaboliche, l’azione neuroprotettiva e la prevenzione antitumorale.