Tarassaco – Taraxaci radix, Taraxaci radix cum herba, Taraxaci folium

Persona e benessere  tarassaco-1-500x262 Tarassaco - Taraxaci  radix, Taraxaci radix cum herba, Taraxaci foliumTradizione
Nelle medicine popolari europee il tarassaco √® presente da secoli, forse millenni, come rimedio amaro tonico, depurativo, diuretico e coleretico-colagogo. L’impiego del tarassaco era diffuso in tutte le campagne, sia come alimento che come rimedio, facilitato dalla ubiquit√† della pianta e dalla reperibilit√† per lunghi periodi dell’anno.
Come sempre in materia di usi tradizionali ricorriamo al bel volume di Ida Frattola, Piante medicinali italiane, Signorelli Editore, Roma 1940.
L’autrice tratteggia un chiaro e colorito disegno dell’uso popolare di questa pianta, che merita di essere riportato quasi intero: “Il tarassaco √® depurativo, rinfrescante, diuretico, tonico, aperitivo, e nei tempi passati era molto usato per curare le febbri intermittentie varie malattie della pelle. La dose del decotto di foglie e di radici, oscillava dal 5 al 10%. Godeva anche fama di eccellente rimedio nelle forme epatiche. Infatti, detto decotto, favorisce la decongestione del fegato, riesce utile nell’idropisia e, provocando l’eliminazione della bile, √® benefico nell’itterizia”.
Nozioni, come si vede, generali e abbastanza generiche, ma che non si discostano in fondo dalle attuali valutazioni della pianta.
Proseguiva l’autrice: “L’azione depurativa del tarassaco rimonta a data antica, e fino a poche decine di anni addietro si vedevano ancora giungere dalle campagne alle vicine citt√† le graziose contadine della Ciociaria, Sabina, Campania, ecc… (Frattola era romana n.d.r.), nei loro splendidi sgargianti costumi, ed aggirarsi per le vie vendendo piccoli mazzi di erbe miste per la cura depurativa. In questi non mancava mai il benefico tarassaco”.
Un altro testo dedicato all’uso popolare tradizionale delle piante riferisce come “in alcune regioni dell’Italia centrale, le giovani foglie del tarassaco vengono condite in insalata con lardo o pancetta di maiale finemente tagliati e scottati nell’aceto. I boccioli dei capolini possono essere conservati sotto sale, sotto aceto e sott’olio. I fiori freschi si usano per ornare piatti da portata” (L. Radi. Hortus celatus. Pieraldo editore. Roma 1996).
Nozioni simili potrebbero essere tratte a ripetizione da testimonianze dirette di uso popolare del tarassaco, in tutte le regioni italiane, ma anche in tutta Europa e non solo. Nelle pagine precedenti abbiamo visto anche autori di indiscussa fama riferire dell’usanza popolare delle cure depurative primaverili di tarassaco. Anche uscendo dall’ambito europeo troviamo lo stesso filo conduttore. Ecco, per esempio, quanto scrive un autore indiano sull’uso del tarassaco nella medicina popolare del sub-continente (Kukraundha o Kanphool il nome indiano della pianta): “…¬†Grazie all’impegno degli erboristi, le sue virt√Ļ sono oggi ben conosciute e apprezzate, sia per le propriet√† terapeutiche, sia come succedaneo del t√® e del caff√®.¬†
Molti erboristi usano la pianta intera, tuttavia la tisana √® solitamente preparata con le radici, che sono toniche. Essa aumenta la secrezione e l’escrezione di urina e agisce come blando lassativo.

Malattie delle ossa
Il magnesio prontamente disponibile contenuto nel succo di foglie, con o senza radici, avvalora il tarassaco come rimedio per tutti i disturbi ossei. Spesso è mescolato con i succhi di foglie di carota e di rapa per trattare questi disturbi.

Disfunzioni del fegato e della cistifellea
Il tarassaco ha una positiva azione sia per il fegato che per la cistifellea, nel loro ruolo di processamento dei lipidi corporei e nel ruolo di detossicazione del fegato. Pertanto, è utile nei disturbi di questi organi. Miscelato con il succo di crescione e con una dieta senza carne e molto zucchero o lievito, esso favorisce la normalizzazione delle funzioni epatiche e biliari ed esercita un benefico effetto sul sistema nervoso. I pazienti che epatite possono ricavare grandi benefici dalla tisana di tarassaco.

Debilitazione generale
Il tarassaco può essere usato come tonico fisico grazie al supporto che da alla funzione di eliminazione di intestino, vescica e pelle, che sono i principali organi emuntori del nostro organismo.

Disturbi urinari
La tisana di boccioli, fiori, foglie fresche o persino foglie secche, pu√≤ essere molto utile in caso di disturbi urinari. I suoi nomi comuni ‘pisse-lelit’ e ‘bed-wetter’ indicano il suo caratteristico effetto di incremento del flusso urinario. Esso pu√≤ essere utilissimo quando l’urinazione fatica ad avviarsi. Comunque in molti disturbi urinari √® importante bere molta acqua o altre bevande innocue senza alcool, in modo che ci possa essere un libero flusso urinario.

Verruche
Il tarassaco è utile nel trattamento delle verruche. Il lattice secreto dai fusti tagliati può essere applicato due o tre volte al giorno alle verruche.

Persona e benessere  images Tarassaco - Taraxaci  radix, Taraxaci radix cum herba, Taraxaci foliumAltri usi
Le foglie tenere del tarassaco sono impiegate per gustose insalate, Per mantenere il pungente sapore delle foglie √® meglio spezzettarle, anzich√® tagliarle. Possono anche essere cotte con poca acqua bollente, anche in combinazione con gli spinaci; la cottura √® identica. Con le foglie tritate si pu√≤ anche preparare una gradevole e benefica minestra. La foglie essiccate sono usate per le tisane e come ingrediente di bevande dietetiche. Il caff√® di tarassaco invece √® fatto con le radici essiccate, tostate e macinate. E’ una bevanda naturale priva dei dannosi effetti del t√® e del caff√®”¬†(H.K. Bakhru.¬†Herbs that heal.¬†Orient Paperbacks. New Dehli – Bombay 1992).
Un’altra vasta area in cui il tarassaco √® ampiamente usato √® la Russia. Ecco la interessante descrizione dell’impiego del tarassaco in questo estesissimo paese: “Considerato come una “infusione di vita”, in Russia il tarassaco occupa un posto d’onore sia nella medicina popolare che in quella ufficiale, dalla quale √® stato sottoposto ad estese ricerche. Nella prassi medica ufficiale l’erba √® impiegata per trattare la patologie del fegato e della cistifellea. Essa promuove la formazione di bile ed elimina l’acqua in eccesso dall’organismo (edema). E’ un eccellente rimedio tonico e depurativo. Il tarassaco favorisce il dissolvimento dei calcoli biliari ed esercita una azione calmante in presenza di problemi di calcolosi renale e vescicale.
Perfetto rimedio amaro, il tarassaco aumenta l’appetito, e il succo √® un rimedio ristoratore sia per l’infiammazione dello stomaco, sia per l’iposecrezione di succhi gastrici. E’ anche prescritto come blando lassativo per le persone sofferenti di costipazione.
Nella medicina popolare russa il tarassaco √® ampiamente usato. E’ diffusamente impiegato per via esterna per trattare eruzioni cutanee, foruncoli, comedoni e altri disturbi della pelle. Nella dermatologia popolare √® usato per alleviare il prurito da eczema, neurodermatite e psoriasi. Si considera efficace sia mangiare una insalata di foglie, sia applicare una lozione preparata con le radici.
Usato esternamente, il succo di tarassaco √® raccomandato per preparare un succedaneo del caff√® privo di caffeina e per aiutare a eliminare le tossine dall’organismo. Esso √® usato anche per trattare l’atersclerosi. La tisana di tarassaco √® stata trovata efficace per trattare insonnia, ipocondria ed emorragie.
Ricche di potassio, ferro e vitamine A, B1, B2, B6, e C, le foglie giovani consumate in insalata aiutano a prevenire e trattare anemia, dispepsia con costipazione, rigidit√† articolare, reumatismo cronico e gotta. Se necessario, per eliminare il sapore amaro delle foglie si mettono a bagno in acqua salata” (I.V. Zevin. A russian herbal. Healing Art Press. Vermont 1997).
Cambiamo continente e andiamo in America meridionale. Bench√® in diverse regioni sia considerato una specie infestante dannosa, √® entrato nell’uso popolare, sia come pianta alimentare che come rimedio naturale.
Nella medicina popolare le foglie sono usate come “depurativo del sangue”, per eliminare acido urico e favorire la formazione di globuli rossi.
Il decotto di radici è considerato efficace rimedio contro epatopatie, malattie renali e delle vie urinarie, putrefazione intestinale, obesità, gotta, reumatismi, arteriosclerosi, eruzioni, cutanee, coliche renali e vescicali, disturbi gastrici e come regolatore della pressione arteriosa.
Il decotto di foglie fresche è impiegato come stimolante, diaforetico, diuretico, coadiuvante nel trattamento delle affezioni reumatiche e delle malattie delle vie urinarie.
Il decotto dei fiori invece si utilizza come lozioni purificante per la pelle. (cfr. R. Fonnegra G., S. Luz Jiménz R. Plantas medicinales aprobadas en Colombia. Editorial Universidad de Antioquia. 2007).
Analogo discorso vale per la medicina popolare nordamericana. Una nota autrice statunitense del secolo scorso, M. Grieve (Mrs. M. Grieve. A modern herbal.¬†Dover Publications, Inc. New York 1931) descriveva il tarassaco come diuretico, tonico e blando lassativo, stimolante generale dell’organismo, ma particolarmente degli organi urinari, usato principalmente per disturbi renali ed epatici. L’autrice ricordava che pur non essendo ufficiale era usato in molti medicinali registrati, e che non essendo tossico poteva essere usato in grande quantit√†. Il suo uso per le epatopatie, secondo Grieve, doveva essere largamente fatto risalire alla dottrina delle segnature, a causa del colore giallo intenso dei suoi fiori corrispondente al colore della bile.
“Nelle malattie epatiche delle persone residenti per lungo tempo nei climi caldi si dice che il tarassaco dia veramente notevole giovamento. Un brodo di radici di tarassaco, affettate e stufate in acqua bollente con qualche foglia di Rumex acetosa e un tuorlo d’uovo, preso ogni giorno per qualche mese, √® noto come cura per casi cronici di congestione epatica apparentemente intrattabili”.
Grieve sottolinea anche l’utilit√† del tarassaco nelle calcolosi renali e nella renella, per cui consiglia un decotto forte ottenuto facendo bollire per 15 minuti una pinta (0,47 L) di radici affettate in 20 parti di acqua, colando quando √® raffreddato e addolcendo con zucchero di canna o miele. Se ne dovrebbe assumere una tazza da t√® una o due volte al giorno.
L’autrice forniva anche alcune formule per specifici problemi. Per i calcoli biliari, per esempio: “1 oncia (circa 28 g) di radice di tarassaco, 1 oncia di radici di prezzemolo, 1 oncia di melissa erba, 1/2 oncia di radice di zenzero, 1/2 oncia di radice di liquerizia. Porre in 2 litri di acqua e cuocere delicatamente a fuoco lento fino a ridurre a 1 litro, filtrare e prenderne un bicchiere ogni due ore”.
Non riferisce però alcuna casistica, ne fonte ne formula, che deve essere pertanto considerata come un mero aneddoto e, vista la delicatezza della patologia, sperimentata solo in condizioni cliniche controllate, non certo in sede di automedicazione.
Un altro esempio: “Miscela per fegato e reni. 1 oncia di simmit√† di ginestra, 1/2 oncia di bacche di ginepro, 1/2 oncia di radice di tarassaco, 1 pinta (0,47 litri) e 1/2 di acqua. Bollire gli ingredienti per 10 minuti, filtrare e aggiungere una piccola quantit√† di pepe di Cayenna (Capsicum minimum Roxb.). Dose, 1 cucchiaio da tavola, tre volte al giorno”. Anche questa formula da prendere con la dovuta cautela, sia per la presenza di ginestra che di pepe di Cayenna.
E infine una formula per le emorroidi, sempre con il tarassaco: “1 oncia di piantaggine, 1 oncia di tarassco radice, 1/2 oncia di polipodio radice, 1 oncia di borsa del pastore. Aggiungere 3 pinte di acqua, bollire fino a ridurre alla met√†, filtrare e aggiungere 1 oncia di tintura di rabarbaro. Dose, un bicchiere tre volte al giorno. Contemporaneamente applicare unguento di celidonia”.

Persona e benessere  Taraxacum_officinale_-_KoŐąhler‚Äďs_Medizinal-Pflanzen-135 Tarassaco - Taraxaci  radix, Taraxaci radix cum herba, Taraxaci foliumErbari e testi di medicina tradizionale
Nella medicina erboristica tradizionale europea il tarassaco era spesso considerato una specie di cicoria, con proprietà simili, e quindi trattato generalmente nelle pagine dedicate alla cicoria.
Mattioli (P.A. Matthioli. I discorsi ne i sei libri della materia medicinale di Pedacio Dioscoride Anazarbeo. Venezia 1557) considera il tarassaco come una specie di indivia: “come √® anchora della medesima spetie quella, ¬†che chiama Theophrasto all’XI. capo del VII. libro dell’Historia delle piante Aphaca, et noi in Toscana Piscia a letto, altri Grugno di porco, altri Dente di leone, altri Dente di cane, altri Capo di Monaco, et altri Ambubeia: quantunque appresso a Plinio sia l’Ambubeia, chiamata parimente Ambugia, la istessa Cichorea”.
Similmente, un altro autore del ‘500 italiano, Durante (Castore Durante. Herbario nuovo. Roma 1585) per il tarassaco , inequivocabilmente¬†con la denominazione “piscia a letto”, rimandava a una non meglio precisata “lingua di cane”, e con le altrettanto inequivocabile denominazione “dente di cane o di leone” a “Endivia”.
Non dissimili sono le informazioni sul tarassaco che si trovano in un altro grande autore dell’epoca, Leonarth Fuchs (L. Fuchs. De historia stirpium commentarli insignes. Basilea 1542). Anch’egli iscrive il tarassaco ¬†tra le specie di cicoria selvatica e nella descrizione botanica, dopo aver confutato l’errore di chi confondeva la cicoria con l’eliotropio, descrive il tarassaco come una delle due specie di cicoria selvatica: “L’altro (genere di Intubus erraticus, n.d.t.) che √® denominato Dente di leone, ha molte foglie dentate su entrambi i lati, sessili, basali, tenere, concave, sottili e lisce, fiore giallo, con una rosetta basale di foglioline; a maturit√† produce un pappo lanuginoso, che con il vento si disperde rapidamente”.
E ancora: “Da Teofrasto, nel settimo libro della Plantarum Historia, e da Plinio, lib. XXI, cap. XV, √® chiamata con altro nome Aphaca: diversa peraltro da quella sopra descritta e che altrimenti √® detta Vitia sylvestris. Popolarmente denominata Dente di leone, perch√® la foglia √® sinuosamente dentata e laciniata, e Grugno di porco. Nei nostri laboratori, che si compiacciono di termini esotici, si chiama Taraxacon o Altaraxacon, per i tedeschi Roeslkraut, Pfaffenroeslin; Pfaffenblatt”.
Non tutta la tradizione erboristica per√≤ rimase in questa vaghezza di trattazione e indicazioni sul tarassaco. Nel XVII secolo, per esempio, il grande erborista inglese Nicholas Culpeper ci ha lasciato una testimonianza di contenuto molto netto sul tarassaco. Ecco che cosa scriveva Culpeper riguardo a “DANDELION, VULGARY CALLED PISS-A-BEDS”, denominazione che non lascia dubbi sulla identit√† precisa della specie: il tarassaco “√® sotto il dominio di Giove. Ha qualit√† aperitiva e depurativa, e perci√≤ √® molto efficace per le ostruzioni di fegato, cistifellea e milza e per le affezioni che ne derivano, come itterizia e ipocondria; esso sblocca il flusso di urina sia nei giovani che negli anziani; purifica potentemente posteme e ulcere interne nelle vie urinarie, e grazie alla sua qualit√† moderatamente secca in seguito le guarisce; per questo scopo sono molto efficaci il decotto di radici o foglie in vino bianco, oppure le foglie tritate, con un poco di smirnio (smyrniun olusatrum L. n.d.t.), e bollite nel loro brodo.
Chiunque si stia trascinando in una consunzione o cattivo stato generale dell’organismo, cio√® in condizioni di cachessia, usandole per qualche tempo insieme ne trarr√† mirabile giovamento. Esso aiuta a procurare riposo e sonno agli organismi debilitati dalle febbri malariche e simili. L’acqua distillata √® valida da bere nelle febbri pestilenziali e per detergere le piaghe. Vedete dunque quante virt√Ļ abbia questa comune erba, ed √® questa la ragione per cui francesi e olandesi , ne mangiano cos√¨ spesso in primavera; e ora se acuite lo sguardo, senza bisogno di ricorrere a un paio di occhiali vedrete facilmente che i medici stranieri ¬†non sono cosi egoisti come i nostri, ma comunicano di pi√Ļ alla gente le virt√Ļ delle piante” (Nicholas Culpeper. Complete Herbal. Spitalfields 1653).
Al di là delle considerazioni finali, un classico di tutti i tempi e di tutti i luoghi, che sentiamo puntualmente ripetere anche oggi, il quadro tratteggiato da Culpeper delinea una figura del tarassaco ben individuata e ne tratteggia un profilo terapeutico molto vicino a quello moderno.
Non lontana da quella di Culpeper la descrizione delle virt√Ļ del Tarassaco di un altro grande personaggio dell’erboristeria ¬†tradizionale britannica, a lui contemporaneo, Jhon Parkinson. Nel Theatrum Botanicum (Londra 1640) cos√¨ elencava le propriet√† del tarassaco, da lui denominato Dandelion – Dens leonis vulgaris:
” Propriet√†:
FEGATO; CISTIFELLEA E MIZA: Il tarassaco ha propriet√† simili alla cicoria selvatica, e per la sua amarezza √® pi√Ļ aperitivo e depurativo; pertanto √® molto efficace per le congestioni di fegato, cistifellea e milza e per disturbi che ne derivano, come itterizia e ipocondria;
EFFETTO DIURETICO: apre meravigliosamente le vie urinarie, provocando abbondanza di urina, non solo nei bimbi la cui vescica non è sufficientemente forte da contenere la quantità di urina prodotta nella notte, cosicchè senza freno e senza possibilità di trattenerla bagnano il letto, ma anche nelle persone anziane con blocco urinario o scarsa produzione di urina.
ULCERE URINARIE: esso purifica potentemente anche le posteme e le ulcere delle vie urinarie e dopo con la sua qualit√† secca e temperata le guarisce; per questo scopo le radici ricoperte per un po’ con sabbia e fatte imbiancare (ci√≤ elimina molto dell’amaro e le rende pi√Ļ tenere) e mangiate come verdura sono pi√Ļ efficaci delle foglie usate nella stessa maniera; chi non √® abituato a questo genere di crudit√† pu√≤ bere il decotto di radici o foglie nel vino bianco, oppure le foglie tritate con un po’ di smirnio e bollite nel loro brodo.
CANCRO: E chi √® cos√¨ debilitato da tendere alla consumazione, o chi si trova in un cattivo stato di tutto l’organismo, pronto a cadere in cachessia , usandole assieme per qualche tempo trover√† un aiuto meraviglioso, non solo purificando dagli umori maligni, ma anche rinforzando quelli buoni e preservando il corpo sano in tutte le sue funzioni.
SONNO: esso aiuta anche a procurare riposo e sonno agli organismi debilitati da febbri malariche o di altra natura;
ACQUA DISTILLATA: l’acqua distillata √® anche efficace bevuta nelle febbri pestilenziali e per lavare le piaghe”.
(Estratto da J. Parkinson, Theatrum Botanicum, Londra, 1640 riportato in: The Herbalist’s bible Jhon John Parkinson’s Lost Classic Rediscovered by Julie Bruton-SEal & Matthew Seal. Skyhorse PUblishing 2014)

Discussione
Il tarassaco √® una delle specie officinali pi√Ļ usate nell’erboristeria contemporanea; le indicazioni e le modalit√† di utilizzo si ricollegano sia alla medicina popolare delle diverse regioni, sia al profilo delinato degli autori pi√Ļ accreditati. Ci√≤ non stupisce, dato che fondamentalmente le indicazioni della medicina popolare e della tradizione non si discostano da quelle dell’attuale erboristeria su basi scientifiche. A ben vedere il profilo tracciato quasi cinque secoli fa da un Culpeper non √® molto lontano da quello che ci hanno consegnato autori di grande autorevolezza come un Leclerc o un Weiss.
Anche sui dati che emergono dalla ricerca si può dare una analoga valutazione: tradizione, medicina popolare, erboristeria su basi scientifiche, ricerca non clinica, pur con variazioni caso per caso, ci consegnano ciascuna un profilo che ha molti punti di contatto.
E, sebbene pi√Ļ prudenti e limitate, pure le indicazioni degli organismi scientifici, internazionali e non, si collocano sostanzialmente sullo stesso terreno.
Manca, come gi√† accennato, quasi totalmente l’apporto della ricerca clinica, che pure meriterebbe di essere sviluppata su una pianta officinale di cos√¨ vasto impiego in tutti i continenti e le culture.
Nel complesso, comunque, la grande mole di informazioni fornita dalla tradizione, dagli autori di provata autorevolezza, e perch√® no, da una vastissima esperienza pratica degli erboristi, giustificano ampiamente l’utilizzo razionale di questa pianta officinale.

Articolo estratto da Phyto Journal¬†‚Äď Novembre – Dicembre¬†2016 ANNO XVII N¬į¬†6

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