CRISTALLI ED ERBE – LA PROTEZIONE DEL FEGATO

Il fegato è una ghiandola, per la precisione la più grossa ghiandola del corpo umano. Esso svolge numerose funzioni che vanno dalla sintesi di proteine del plasma alla purificazione del sangue, alla produzione della bile e altre ancora.

Non sempre correttamente, lo si considera implicato in tutta una serie di manifestazioni di natura diversa come eruzioni cutanee, senso di pesantezza e sonnolenza, ecc.. Alcuni dei principali funghi mortali, fra i quali l’Amanita phalloides e la Lepiota cristata, in linea di massima agiscono distruggendo le cellule del fegato (e anche attaccando i reni) fino al sopravvenire del coma epatico.—Numerosi cristalli hanno la capacità di aiutare il fegato nello svolgere le proprie funzioni e, come spesso accade, in questa loro azione possono essere associati a rimedi erboristici per ottenere effetti maggiori e più rapidi.

In questo post indicherò cristalli e piante che possono essere utili per due specifiche finalità: la protezione delle cellule epatiche e la riduzione degli effetti della steatosi epatica (ossia la malattia che viene usualmente definita “fegato grasso”). Non farò quindi riferimento alle classiche erbe e ai cristalli coleretici e colagoghi (che influiscono sulla produzione e il trasporto della bile).

I principali cristalli che hanno un’azione epatoprotettrice e limitano l’accumulo di grassi nelle cellule epatiche sono il quarzo citrino (http://www.segnidicristallo.it/minerals/min_quarzo-citrino.html) e la crisocolla (http://www.segnidicristallo.it/minerals/min_crisocolla.html), sebbene anche altre pietre (come il ben più costoso eliodoro) siano utili.

Nello scegliere l’uno o l’altro cristallo è bene tenere conto delle altre caratteristiche della pietra che usiamo, infatti sia il citrino che la crisocolla hanno anche altri effetti ed è necessario tenerne conto. In particolare il quarzo citrino è una pietra orientata all’azione, alla sicurezza e alla grinta. E’ quindi particolarmente adatta per persone che mostrino un comportamento eccessivamente pensoso e dubbioso, esitante nelle scelte e nel passare dalle scelte al metterle in pratica. Viceversa è una pietra che va evitata da tutti coloro che per carattere hanno già una forte tendenza ad agire senza riflettere a sufficienza o, pur avendo riflettuto, sottovalutando i problemi per un eccesso di ottimismo.

La crisocolla ha effetti, almeno per certi versi, opposti. Stimola a un ottimismo fatalista, non attivo, riducendo il senso di urgenza e la voglia di passare all’azione. Essa quindi è inadatta per tutti coloro che sono già per temperamento pigri e fatalisti.

Questi due minerali possono essere utilmente associati con due piante: lo Amorphophallus Konjac e il Silybum marianum (cardo mariano).—Dai grossi tuberi della prima pianta (in basso a destra nella foto) si estrae una sorta di farina costituita da un polisaccaride (una fibra vegetale) che viene spesso utilizzata come integratore per la sua capacità di trattenere i grassi e ridurne l’assorbimento intestinale, impedendo quindi che essi giungano a depositarsi nel fegato. Gli studi scientifici sull’efficacia del glucomannano sono controversi, perchè non perfetti dal punto di vista metodologico, ma nel loro complesso sembrano piuttosto credibili.—

La seconda pianta (il cardo mariano) contiene nei suoi semi un complesso di tre molecole che complessivamente vengono definiti silimarina e che svolgono numerose funzioni utili a proteggere il fegato, sia nei confronti dell’accumulo di lipidi, sia contro patologie e intossicazioni. Per esempio la silimarina ha un’azione utile anche nel contrastare gli effetti nocivi dell’Amanita phalloides. Ci tengo a precisare che … è del tutto sconsigliabileprovare a mangiare l’Amanita phalloides anche se associandola con tonnellate di cardo mariano … potreste facilmente ritrovarvi a dovervi lamentare con san Pietro dell’effetto inadeguato …

—Naturalmente quando si soffre di patologie del fegato, prima ancora di pensare ai cristalli o alle erbe, è necessario provvedere a evitare accuratamente l’alcol (compreso quello che è contenuto negli estratti fitoterapici idroalcolici e nelle tinture madri) e inoltre ridurre l’assunzione di grassi, soprattutto animali, adottando una dieta appropriata.

 

Su gentile concessione di Beda Sdc