INSETTICIDI NATURALI CONTRO ZANZARE ED ALTRI INSETTI

La natura, ancora una volta, ci fornisce i migliori insetticidi naturali contro le fastidiosissime zanzare e altri insetti. Vi chiedete come sia possibile? Semplice: anche le piante sono attaccate dagli insetti, e hanno imparato a generare delle sostanze per essere repellenti.

Olio essenziale, la prima difesa

Gli odori, di solito, costituiscono la prima barriera difensiva delle piante contro gli insetti. È il caso di piante come la citronella (link) (Cymbopogon nardus), che, emanando un odore simile a quello del limone, allontana le zanzare. Questo olio essenziale è ricco di citronellale e geraniolo, due tipi di terpenoidi.

Ma esistono anche molte altre piante aromatiche che producono oli essenziali che fungono da insetticidi naturali, come il mentolo prodotto dalla menta (Mentha spp) o il timo (Thymus vulgaris). Ci sono anche alberi come l’eucalipto (Eucalyptus globulus) e frutti come il limone, che produce il limonene, un monoterpene che repelle gli insetti.

Piante come la citronella, il timo e l’eucalipto producono oli essenziali che fungono da repellenti e insetticidi naturali.

Estate e zanzare.

In estate un po’ tutti gli insetti sono più attivi ed è per questo che li notiamo di più, ma sono le zanzare quelle che più ci infastidiscono. Il motivo per cui le zanzare pungono di più certe persone e non altre risiede nella diversità del nostro metabolismo.

Il diossido di carbonio che emettiamo quando respiriamo e l’acido lattico che produciamo attraverso il sudore attraggono le zanzare. E in base all’alimentazione e all’attività fisica ne produciamo in minori o maggiori quantità. Le persone alte e robuste e le donne incinte, per esempio, producono maggiori quantità di diossido di carbonio e di acido lattico, e tendono ad attrarre di più le zanzare.

Per “camuffare” questi odori corporei ovviamente dobbiamo curare il più possibile la nostra igiene, ma possiamo anche applicarci sulla pelle dei preparati che contengano olio essenziale di citronella, che, oltre a repellere le zanzare, protegge la nostra cute.

Una pianta per ogni insetto

Di solito gli aromi dei vari oli essenziali prodotti dalle piante agiscono come repellenti su qualsiasi tipo di insetti, ma possiamo trovarne alcuni che sono particolarmente efficaci su un determinato tipo di insetti. Questo risulta particolarmente utile perché ci permette di approfittare sia delle caratteristiche repellenti specifiche di ogni pianta, sia della sua efficacia generale come insetticida.

Per scegliere quello più adeguato al tipo di insetti che più ci infastidiscono, possiamo ricorrere agli oli essenziali oppure direttamente alle piante che li producono, usandole per infusioni, macerazioni o semplicemente in vaso:

  •  Zanzare: citronella (olio essenziale), rosmarino (olio essenziale), basilico (pianta in vaso o foglie macerate), salvia (pianta in vaso).
  • Mosche: citronella (olio essenziale), aglio (fresco), incenso (pianta), basilico (pianta in vaso o foglie macerate), salvia (pianta in vaso).
  • Formiche: anice (infusione dei semi), chiodi di garofano, aglio, cipolla.
  • Ragni: basilico (pianta in vaso o foglie macerate).
  • Pulci: incenso (pianta), camomilla (fiori macerati per 24 ore e uniti al sapone per il corpo), calendula (pianta).
  • Scarafaggi: rosmarino (olio essenziale).

Oltre a queste precauzioni e a questi aiuti è necessario essere estremamente attenti con l’igiene, in modo tale da evitare di attirare gli insetti con resti di cibo e sporcizia. Pulire le superfici con aceto per pulizie è un’ulteriore ed efficace precauzione.

Ringraziamo Santiveri per l’articolo.

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Qualcosa sul Colesterolo.

Il colesterolo è un grasso essenziale per il nostro organismo, però se il livello di colesterolo LDL presente nel sangue si alza troppo aumenta anche il rischio che si depositi nelle arterie e si manifesti una malattia chiamata aterosclerosi.

Seguire un’alimentazione povera di colesterolo e ricca di antiossidanti (succo di melagrana o di mirtilli rossi, frutta e verdura in generale) aiuta a ridurre i livelli di colesterolo LDL nel sangue e quindi anche la possibilità che si formino placche di ateroma e, di conseguenza, aterosclerosi. Può capitare, però, che il livello di colesterolo nel sangue non riesca ad abbassarsi facilmente; in questi casi possiamo ricorrere ad integratori che ci aiutino (almeno in parte) a normalizzarlo.

La berberina, i probiotici e la monacolina K del lievito rosso di riso possono contribuire a far abbassare il livello di colesterolo nel sangue.

Berberis aristata

Il berberis è una pianta che nella medicina ayurvedica viene usata di solito per trattare molteplici disturbi: regolarizza il livello di glucosio del sangue, protegge il fegatocontrolla i processiinfiammatoritutela dal cancro e fa scendere il livello di colesterolo nel sangue. La berberina, il principio attivo contenuto in questa pianta, è ciò che la rende così propizia per trattare questi e molti altri disturbi.

È il colesterolo LDL, quando si ossida, che tende ad accumularsi nelle arterie, ed è proprio su questo colesterolo che agisce la berberina. Questo principio attivo infatti aumenta la produzione dei recettori di LDL del fegato, così che quando il sangue passa attraverso questo organo, i recettori di LDL eliminano questo colesterolo cattivo dalla circolazione sanguigna, aiutando così a far abbassareil livello di colesterolo LDL. Inoltre, però, sembra che la berberina svolga un’azione anche locale sui vasi sanguigni, aiutando a ridurre la formazione della placca di ateroma.

Monacolina K

La monacolina K è un principio attivo che si ottiene dal lievito rosso di riso (Monascus purpureus) e che aiuta a ridurre la produzione interna di colesterolo, riuscendo, quindi, a far scendere il livello di colesterolo nel sangue. Per esempio, la lovastatina, una delle monacoline K, agisce sull’enzima HMG-CoA reduttasi, uno degli enzimi epatici, che intervengono nella produzione endogena del colesterolo.

In Cina, l’uso del lievito rosso di riso è documentato fin dai tempi della dinastia Tang, che fiorì verso l’800 a.C., e si usava soprattutto per trattare problemi digestivi, circolatori e per la salute dello stomaco.

Un ulteriore vantaggio delle monacoline è che non hanno effetti secondari, a differenza delle statine.

Probiotici e colesterolo

Anche i batteri del microbiota intestinale aiutano a normalizzare il colesterolo nel sangue, e lo fanno in vari modi:

  • Sono capaci di usare il colesterolo come fonte di energia e quindi ridurne l’assorbimentointestinale.
  • Possono trattenerlo e immagazzinarlo nelle loro pareti intestinali.
  • Trasformano il colesterolo in sali biliari e impediscono così che venga riassorbito. Questo comportamento è stato osservato soprattutto nel Lactobacillus reuteri.
  • Agiscono riducendo la produzione di colesterolo nel fegato.
  • Fabbricano acido ferulico che, come è stato osservato, aiuta a ridurre il livello di colesterolo nel sangue e a prevenire che si ossidino le LDL.

La combinazione di berberina, monacolina K e probiotici risulta particolarmente efficace per far abbassare il livello di colesterolo, perché agisce riducendo la produzione endogena di questo grasso e il suo riassorbimento intestinale, oltre a prevenire l’ossidazione delle LDL.

Nolesterol è un integratore di capsule vegetali che contengono estratto secco standardizzato all’85% di berberina di Berberis aristata DC (radice), esratto fermentato di riso rosso (Monascuspurpureus) titolato al 3% in monacolina K e Lactobacillus reuteri (DSM 25175).

  • La monacolina K, che si ottiene da estratti fermentati di riso rosso, e la berberina, che proviene dalla Berberis aristata, aiutano a mantenere livelli normali di colesterolo nel sangue.
  • Inoltre, la berberina aiuta a mantenere normale il livello di trigliceridi nel sangue. E il Lactobacillus reuteri DSM 25175, un ceppo selezionato di probiotici, riequilibra la flora intestinale.
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Riequilibrare il I Chakra.

Muladhara o “chakra della radice” è il primo dei sette chakra e si trova all’altezza del bacino, fra il coccige e il pube. Costituisce e condivide, insieme al settimo chakra, il più esterno punto del canale energetico e la caratteristica di porre in relazione l’uomo con l’Universo da un lato e con la Terra dall’altro.

Il primo Chakra: Muladhara

Il primo chakra rappresenta la sopravvivenza, la Terra è il suo elemento archetipico e trova nel Loto rosso a quattro petali il suo simbolo rappresentativo. E’ fortemente connesso con il senso dell’olfatto e con l’esistenza terrena e, essendo il primo, funge da sostegno agli altri sei. E’ il fulcro da cui si irradia l’energia fisica, consentendoci di raggiungere un equilibrio interiore stabile in modo da poter affrontare serenamente i cambiamenti che arrivano dall’esterno e di gestire consapevolmente i nostri istinti negativi.

La parola chiave che si associa a Muladhara è “io esisto” e la sua funzione principale è la sopravvivenza, ovvero soddisfare i bisogni primordiali quali cibo, acqua e riposo in modo da creare armonia all’interno del nostro organismo e con la natura stessa. Una occlusione o chiusura energetica di questo chakra può portare a spossatezza, stanchezza e ossessione compulsiva verso il soddisfacimento di bisogni prettamente materiali.

E’ possibile favorire l’apertura di Muladhara attraverso percorsi meditativi correlati con dello yoga, possono però aiutarci in questo processo anche i prodotti naturali quali piante aromatiche e oli essenziali. La scrittrice Donatella Rizzati (Roma 1973) nel suo romanzo “La piccola erboristeria di Monmartre” ci consiglia due rimedi naturali che possono favorire l’apertura del primo chakra.

 Tisana di Tarassaco

Lascia un cucchiaio di radice polverizzata di tarassaco in infusione per almeno 5 minuti in una tazza di acqua calda. Bevi la tisanaconcentrandoti sul tuo respiro, in particolare sull’energia che dalla terra arriva a te e viceversa, quindi sul primo chakra.  Il tarassaco favorirebbe la connessione consapevole con il nostro corpo fisico, incarnato come abbiamo visto dall’energia presente nel Muladhara.

 Massaggio con oli essenziali

In 100 ml di olio di mandorle dolci BIO miscelare 3 gocce di olio essenziale di cannella (Cinnamomum zeylanicum), 3 gocce di olio essenziale di patchouli (Pogostemon cablin), 2 gocce di olio essenziale di sandalo (Santalum album) e 3 gocce di olio essenziale di vetiver (Vetiveria zizanoides). Massaggiare con movimento circolare direttamente sul primo chakra. Questi oli essenziali sono tutti legati all’ elemento terra, proprio del chakra Muladhara, sono caratterizzati da un profumo caldo e intenso e, secondo l’aromaterapia sottile, lavorano sulla concentrazione e sull’ equilibrio del sistema nervoso.

L’olio essenziale puro al 100% di cannella ha un aroma caldo e speziato quindi corporale, ricorda la famiglia e stimola la creatività e la memoria favorendo l’apertura dei sensi.

L’olio essenziale puro al 100% di patchouli è utile per il sistema nervoso, esercitando un’azione positiva sulla concentrazione.

L’olio essenziale puro al 100% di sandalo contribuisce a placare la mente razionale, il flusso ininterrotto di pensieri che spesso ci aliena e distacca dalla realtà. Lavora con il primo e il settimo chakra, favorendone la comunicazione.

L’olio essenziale puro al 100% di vetiver è un profumo afrodisiaco che riporta la nostra mente ai bisogni primari, propri del primo chakra, sciogliendo i blocchi energetici a livello del bacino nelle donne che hanno perso il contatto con il loro corpo e negli uomini duri e con scarsa sensibilità.

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